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Apicoltura a Febbraio: Leva, moka e affumicatore. 🐝 Cronaca di una visita fra ansia e diletto.

  • Immagine del redattore: Marco Besa
    Marco Besa
  • 16 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 5 mar


Accensione dell'affumicatore con la iuta. Apicoltura Besa Fanti a Bologna.

Riprendo la leva in mano, la soppeso con la destra, è un contatto che riconosco. Accendo l’affumicatore, quest’odore di fumo mi è familiare. Sale quel leggero stato di apprensione che spesso mi accompagna: le api avranno abbastanza da mangiare? Troverò degli alveari spopolati? Mi preoccupo per le mie api.

Il primo controllo è così. Faccio leva, i coperchi schioccano incollati dalla propoli. Capitano vecchie arnie di legno che mi propongo di riparare, mi faccio un appunto mentale, prima o poi lo farò. Guardo dentro il nido, sono concentrato, poi mi viene in mente una cosa che non c’entra niente: devo telefonare a un amico apicoltore che oggi compie gli anni, lo farò stasera.

Se serve, sposto qualche telaio di miele da chi ne ha in abbondanza alle colonie più affamate. Al bisogno aggiungo un po' di candito; so che le api, a modo loro, mi ringrazieranno.

L’attimo prima di scoperchiare un’arnia ha sempre un pizzico di magia. Anche dopo anni, ogni volta è un miracolo che mi sorprende. Mi riempio gli occhi di quella vita brulicante; ogni dettaglio, ogni movimento, è un incanto fatto di materia. Provo a scattare qualche foto con le mani appiccicose, come al solito vengono di pessima qualità, ma la bellezza che vedo è difficile da catturare in un pixel.

Attrezzatura da apicoltore con moka sul fornello, leva gialla e arnia a nucleo in legno - Apicoltura Besa Fanti Bologna.

Per spezzare il lavoro, mi fermo un secondo. Accendo il fornello da viaggio e mi faccio un caffè con la moka: l'aroma del caffè assieme alla puzza di affumicatore è il profumo della mia pienezza. Mi accorgo di una scheggia di legno in una mano sotto la pelle, ma non m'importa, mi sento fortunato, molto fortunato...

Non c'è tempo da perdere. Il lavoro da fare è ancora tanto e la giornata di apicoltura a febbraio è breve. Come al solito bisogna correre, ma mentre apro la prossima arnia so che ne vale la pena. Sempre.



Come si fa a spiegare la cura, il lavoro invisibile e il tempo racchiusi in un vasetto di miele?


Vi capita mai di assaggiare un cucchiaio di miele e di pensare che dentro ci sia molto più di quanto sembri? Dietro ogni goccia di Miele Besa Fanti ci sono mattine come questa: il fumo dell'affumicatore, il caffè che borbotta sul fornello e il battito di migliaia di ali che ricominciano a danzare.


Grazie a chi sceglie di dare valore a tutto questo.

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